Cosa offre questa esperienza a chi la sceglie? Perché, insomma, potrebbe valer la pena di aderire a questa proposta educativa e formativa mandandoci i propri figli? 
La scuola privata, lo sappiamo, è guardata spesso come ambito privilegiato e per privilegiati. Come un luogo che per dimensioni e per ragioni strutturali favorisce una maggior sicurezza, un controllo più serrato, una sequela più assidua verso gli attori principali che la frequentano: gli allievi. E allora si tratterebbe di un luogo che, pur essendo idealmente buono per tutti, sembrerebbe in realtà utile soprattutto per coloro che da un simile ambito potrebbero trarre un reale giovamento: chi fa fatica, chi ha bisogno di essere “…maggiormente seguito”, chi potrebbe non farcela in una scuola “…normale”.
In questi anni abbiamo incontrato chiunque. Chi a scuola fa oggettivamente fatica, chi in realtà ci si trova perfettamente a suo agio, almeno da un punto di vista scolastico; allievi provenienti da situazioni sociali disparate; famiglie di estrazione culturale e religiosa di ogni genere. Siamo sempre stati una rappresentazione fedele di una qualunque scuola media.
E allora, dove sta la differenza? Perché ne vale la pena? Perché può “convenire” affrontare un sacrificio economico tutt'altro che indifferente?
C’è in realtà un unico motivo che a mio avviso tiene. Qui si tende a costruire l’umano, il soggetto, la persona. Si desidera lanciarla positivamente nel rapporto con il mondo, con la realtà, con la sfida che è il crescere, a partire da una concezione ben precisa della persona e della realtà. È l’identità cristiana cattolica della scuola che sta alla base di un modo di intendere l’individuo e il suo valore infinito, di dare spessore all'imparare, alla verità delle cose che si conoscono, a dare peso a quelli che sembrano dettagli e che invece sono il cuore della sfida educativa dentro una scuola. Di accogliere l’altro così come è stato fatto. E di camminare con lui nell'appassionante avventura di diventare sempre più grandi, compiuti, felici.
Ogni passo parte idealmente da qui. Le lezioni più riuscite, il lavoro tra docenti, la cura che mettiamo nei doposcuola, la tensione che ci porta a realizzare incontri importanti dentro la scuola, la libertà con cui ci correggiamo tra adulti. Tutto muove dalla consapevolezza che l’educazione è l’emergenza principale della nostra società. E di tutta la storia. Senza questa passione generatrice, il mondo sarebbe al crepuscolo.
Una scuola così è veramente per tutti. Per gli allievi come per i genitori. Per le famiglie e per i docenti. Tutti possono trovare in un ambito così fatto un luogo che conviene. Che aiuta a crescere. In cui i problemi del crescere siano vissuti in una compagnia che ha come unico e vero scopo il bene e la tensione ad esso.

Marco Squicciarini, direttore SM La Traccia, SE La Caravella, Via Nocca 4, Bellinzona