Cosa offre questa esperienza a chi la sceglie? Perché, insomma, potrebbe valer la pena di aderire a questa proposta educativa e formativa mandandoci i propri figli? Dove sta la differenza? Perché ne vale la pena? Perché può “convenire” affrontare un sacrificio economico tutt'altro che indifferente?
C’è in realtà un unico motivo che a mio avviso tiene. Qui si tende a costruire l’umano, il soggetto, la persona. Si desidera lanciarla positivamente nel rapporto con il mondo, con la realtà, a partire da una concezione ben precisa della persona e della realtà. È l’identità cristiana cattolica della scuola che sta alla base di un modo di intendere l’individuo e il suo valore infinito, di dare spessore all'imparare, alla verità delle cose che si conoscono, a dare peso a quelli che sembrano dettagli e che invece sono il cuore della sfida educativa dentro una scuola. Di accogliere l’altro così come è stato fatto. E di camminare con lui nell'appassionante avventura di diventare sempre più grandi, compiuti, felici.
Ogni passo parte idealmente da qui. Le lezioni più riuscite, il lavoro tra docenti, la cura che mettiamo nei doposcuola, la tensione che ci porta a realizzare incontri importanti dentro la scuola, la libertà con cui ci correggiamo tra adulti. Tutto muove dalla consapevolezza che l’educazione è l’emergenza principale della nostra società. E di tutta la storia. Senza questa passione generatrice, il mondo sarebbe al crepuscolo.
Una scuola così è veramente per tutti. Per gli allievi come per i genitori. Per le famiglie e per i docenti. Tutti possono trovare in un ambito così fatto un luogo che conviene. Che aiuta a crescere. In cui i problemi del crescere siano vissuti in una compagnia che ha come unico e vero scopo il bene e la tensione ad esso.

Marco Squicciarini, direttore SM La Traccia, SE La Caravella, Via Nocca 4, Bellinzona